Grazie alla consulenza della dottoressa Stefania Lattuille, Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia e Ostetricia del team Bios Diagnostica Specialistica Pediatrica, trattiamo oggi un argomento delicato, che gioca un ruolo molto importante nei giovani: la contraccezione.
Occorre infatti considerare che nel periodo dell’adolescenza, quella fase di sviluppo che va dai 14-15 anni ai 18-20 anni, legata all’acquisizione dell’età adulta, sono compresi:
- la sperimentazione del ruolo sessuale
- l’acquisizione della coscienza
- l’approfondimento disciplinare
Tutte e tre fasi molto importanti per il futuro dei giovani, perché è in atto la maturazione biologica e quindi del corpo, lo sviluppo cognitivo e quindi della mente, l’inizio di autonomi rapporti e valori sociali e quindi dei comportamenti.
L’adolescenza è dunque un’età delicata sia per quanto riguarda il rapporto con il proprio corpo sia per il rapporto con l’altro.
Ma è proprio in questo periodo che le ragazze, spesso spinte dalla pressione sociale e dalle aspettative del compagno, iniziano ad avere rapporti senza sentirsi realmente pronte ad affrontare il bagaglio di conseguenze emotive, affettive e pratiche che questa esperienza comporta. Per questo devono essere adeguatamente informate sui vari aspetti riguardanti il sesso attraverso:
- Un’educazione affettiva (educazione ai sentimenti e alle emozioni)
- Un’educazione sessuale (attività sessuale, vari metodi contraccettivi, interruzione volontaria)
Entrambe non devono essere sottovalutate nel percorso educativo – formativo di una ragazza, anche per prevenire malattie sessualmente trasmesse e gravidanze indesiderate. Occorre tenere presente infatti che negli ultimi anni si è abbassata l’età media del primo rapporto sessuale (13 anni), con conseguente incremento del rischio delle malattie sessualmente trasmesse e delle gravidanze indesiderate.
In questo, è quindi determinante il ruolo della contraccezione e fondamentale è il colloquio (con la ginecologa e/o andrologo nel caso dei ragazzi) che deve avvenire con tempi adeguati e personalizzati.
I metodi contraccettivi oggi a disposizione sono diversi, l’importante è che la la scelta dev’essere correlata alla maturità personale, relazionale, biologica e allo stato di salute dell’adolescente. Al di là della scelta, va considerato che i contraccettivi devono avere in particolare 2 requisiti fondamentali:
- ALTA EFFICACIA: protezione nei confronti delle malattie sessualmente trasmesse
- MINIMI EFFETTI COLLATERALI: assenza di ripercussioni sulla fertilità
I contraccettivi si distinguono in non ormonali e ormonali
Dei non ormonali quello che deve maggiormente essere preso in considerazione è il profilattico. Questo ha il vantaggio di essere facilmente reperibile, dai costi contenuti, protegge dalle malattie sessualmente trasmesse, ma l’efficacia dipende dall’appropriatezza dell’impiego e dalla compliance tra i partner.
Degli ormonali abbiamo gli estroprogestinici (pillola – cerotto – anello vaginale) e i soli progestinici (pillola e dispositivo sottocutaneo).
Tanti i vantaggi nell’uso dei contraccettivi ormonali: elevata facilità d’uso, miglioramenti della sindrome premestruale, della dismenorrea, delle metrorragie e conseguenti anemie, dell’acne e dell’endometriosi. Non hanno effetti sulla fertilità. Gli svantaggi, che comunque possono essere controllati, sono la tollerabilità (si controlla modulando il dosaggio degli ormoni), efficacia condizionata dalla compliance, effetti metabolici e/o trombo embolici e che non proteggono dalle malattie sessualmente trasmesse.
Infine, esiste il contraccettivo d’emergenza (del giorno dopo o dei cinque giorni dopo), che agisce prima dell’ovulazione spostandola in avanti. L’efficacia è tanto maggiore quanto più precoce è l’assunzione.
In conclusione è fondamentale che le ragazze e i ragazzi siano informati e affiancati dai genitori, per vivere con consapevolezza la propria vita sessuale ed affettiva.
L’importanza di informare i ragazzi
In tema di prevenzione, l’89% degli adolescenti italiani utilizza il preservativo, ma solo 3 su 4 dichiarano di usarlo sempre, 1 su 5 solo in caso di rapporti occasionali e il 2% ne fa a meno. Sono in tanti anche a credere che l’infezione da Hiv possa colpire solo chi fa uso di stupefacenti. Solo il 49% dei giovani si considera nella fascia più a rischio per contrarre una malattia a trasmissione sessuale.
Chi ha un figlio o una figlia in età adolescenziale non può permettersi di ignorare questi dati: soprattutto adesso, quando, con la fine delle scuole e il molto tempo libero a disposizione, i giovani hanno maggiori occasioni di incontrarsi, di conoscersi e di stringere amicizie che possono sfociare in un incontro sessuale. A questo, i ragazzi e le ragazzine giungono troppo spesso impreparati.
È sicuramente positivo che i giovani chiedano informazioni alla scuola, ai genitori, alla TV e alle amiche, ma è importante rivolgersi a una figura sanitaria, come il ginecologo, l’andrologo o il medico di famiglia.
Queste figure professionali tengono conto del punto di vista dell’adolescente e sono in grado di rispondere al bisogno immediato dei ragazzi, aprendo canali di comunicazione basati sulla disponibilità all’ascolto e sulla chiarezza dell’informazione, superando atteggiamenti autoritari o troppo protettivi che spesso possono far fallire la relazione comunicativa. E spingere i ragazzi a chiudersi in se stessi.